Beni Comuni:dalla teoria all’azione politica
Il concetto di bene comune va oltre quello di proprietà pubblica o privata.
Alberto Lucarelli assessore ai Beni Comuni e alla Democrazia partecipativa del comune di Napoli in questa intervista esclusiva per il blog dei Grilli Versiliesi (e scusate il rumore di sottofondo, ma eravamo nel simpaticissimo e buonissimo ristorante “la pecora nera” di Lucca), prima della presentazione del suo libro omonimo, ci spiega che la grande novità rivoluzionaria del bene comune è il voler superare il rapporto escludente tra proprietario e bene, infatti, non si può prescindere da questa nozione senza aderire a un nuovo modello di partecipazione e quindi di cittadinanza attiva.
Una battaglia che passa per la capacità territorio per territorio di affrontare il problema: si vuole riaffermare con determinazione che non siamo disposti a cedere al ricatto della crisi che vorrebbe piegarci alle logiche di finanziarizzazione fino a proclamare come eversivo il voler privatizzare un bene pubblico come la gestione dell’acqua in particolare dopo aver vinto il referendum. E la risposta più immediata alla volontà di quei 27 milioni di italiani che hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua, l’ha data proprio il comune di Napoli, prima con l’introduzione dell’assessorato ai beni comuni e alla partecipazione democratica, poi con la trasformazione dell’Arin nell’ABC (Acqua Bene Comune) dove anche un comitato di cittadini ha gli stessi poteri decisionali della commissione tecnica, adeguatamente predisposta alla co-conduzione dell’ente trasformato da SPA a soggetto di diritto pubblico.
Nel suo libro Alberto Lucarelli, con contributi di Luigi De Magistris e Alex Zanotelli, come redattore dei quesiti referendari sull’acqua, ripercorre le varie tappe dell’avvincente cammino che ha permesso di riappropriarci del bene comune per eccellenza: l’acqua. Inoltre, ora, come assessore ai beni comuni, spiega come si debba passare dalla teoria alla pratica per realizzare un nuovo modello di governo partecipato dei beni comuni che sarà la risposta vincente per superare la crisi di sistema e i continui attacchi perpetuati dal sistema per riuscre a ri-privatizzare anche l’acqua, che stiamo vivendo.
La Banca che vorrei
JAK italia è un progetto, ma soprattutto il punto di riferimento per un nuovo modello economico libero da interessi. Dove il denaro è solo un mezzo, dove le relazioni tra le persone e con il mondo sono i valori che coltiviamo.Il progetto di banca persegue lo scopo ambizioso di portare valori come mutualità, solidarietà ed equità nel settore che, tradizionalmente, meno li ha accettati: l’economia. |
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JAK è un acronimo in lingua svedese: Jord, Arbete, Kapital. In italiano Terra, Lavoro, Capitale, tre elementi di base del sistema economico.
JAK Medlemsbank è una banca che opera in Svezia dal 1973 utilizzando un metodo molto particolare: i risparmiatori non ricevono interessi sul capitale versato, mentre coloro che prendono prestiti pagano unicamente una commissione, corrispondente ai costi di gestione della banca.
JAK è una teoria economico-finanziaria che afferma che il denaro è stato inventato e va utilizzato allo scopo di migliorare la qualità della vita degli esseri umani.
Dalla Svezia abbiamo imparato che è possibile gestire responsabilmente il denaro in maniera organizzata, e che il risultato è una migliore qualità della vita per tutti coloro che partecipano al progetto. Economia ed ecologia procedono di pari passo nella JAKMedlemsBank (Svezia), che dal 1973 concede prestiti senza interessi, a prezzo di costo, ai propri soci.
Diversamente da una banca tradizionale, in cui le azioni possedute determinano chi decide, in JAK le decisioni si prendono tutti insieme: ogni socio esprime un voto, a prescindere dal capitale versato. In questo sito troverete il necessario per capire come funziona JAK, e i contatti delle persone che, in maniera volontaria, contribuiscono a portare avanti il progetto JAK in Italia.
JAK è un progetto di futuro volto a realizzare un soggetto bancario che si faccia promotore della circolazione del denaro e della redistribuzione della ricchezza. Gli attuali scenari economici e finanziari mostrano quanto il tradizionale modello induca, da un lato, alla contrazione dei risparmi; e, dall’altro, a una crescente difficoltà a rimborsare il debito, visti gli alti costi dei finanziamenti. Conseguenza di tutto ciò è l’aumento della disuguaglianza tra persone benestanti e quelle in disagio economico. Jak Italia propone un progetto di business sociale “no profit”: obiettivo è la sostenibilità economico-finanziaria, non la massimizzazione del profitto, tanto che i capitali prestati non sono remunerati da interessi ma solo da contributi necessari a sostenere le spese di gestione. Mira, inoltre, a sostenere lo sviluppo di una coscienza ambientale e il credito all’economia locale.
Una nuova immagine di banca, insomma, prende vita: una banca etica gestita dalle persone (ogni socio gode di un voto nell’assemblea) che mettono a disposizione di altre persone i propri risparmi. Un luogo in cui i soci non pagano, né ricevono interessi. Un sistema virtuoso e sostenibile che mette i soci al riparo anche dall’inflazione in quanto la perdita di potere d’acquisto è compensata dalla possibilità di ricevere finanziamenti a costo ridotto.
Pineta di Levante (Viareggio)
Tagliate piante apparentemente sane.
Nelle immediate vicinanze persistono altre piante stramazzate al suolo per eventi atmosferici o morte naturale, ci chiediamo se i finanziamenti destinati alla manutenzione della pineta non potevano servire per togliere e lavorare ciò che è già definitivamente compromesso, ci chiediamo se il taglio delle fustaie sia stato fatto per l’eventuale recupero di tavolame da utilizzare anche per imballaggi, o se tutto è stato calcolato per destinare la legna a cippatura, ci chiediamo se la stessa cippatura sarà sparsa per la pineta in modo da restituire sostanza organica al suolo, o il tutto sia destinato ad incenerimento.
AGGIORNAMENTO SITUAZIONE RIFIUTI IN VERSILIA: UNA RISORSA O UN PROBLEMA?
Ragazzi vi aggiorno sulla situazione inceneritore/rifiuti in Versilia,
lasciamo stare Massa Carrara perche’ e’ di ieri la notizia di avvisi di garanzia, dopo l’incendio doloso alla Cermec e i titoli dei giornali “guerra tra bande”, ai principali responsabili di ErreErre ,(la societa’ che anche con i fondi ricevuti dalla Comunita’ Europea, avrebbe dovuto occuparsi della produzione di materiale combustibile da rifiuti da incenerire nei cancrovalorizzatori limitrofi) in quanto si intravedono all’orizzonte tangenti, parentopoli, regalie e cene con escort nei migliori locali della Versilia tanto per gradire).
Allora,
l’inceneritore di Pietrasanta ,di proprieta’ pubblica ammortizzato ad oggi per 10/19mi con parte della tariffa pagata dai cittadini e da due anni gestito da Veolia che lo ha ereditato da TEV con tutta la societa’, come sapete, e’ stato sequestrato per un anno e mezzo e da poco dissequestrato dalla Magistratura grazie alle denunce e alle perizie portate dal comitato Co.As.Ver con cui collaboriamo quotidianamente.
E’ stato fatto un processo prima dell’estate dove 7 dipendenti di Tev/Veolia hanno patteggiato pene da 1 a 2 anni per falsificazione dei dati di emissione dal 2003 al 2009, in alcuni anni il taroccamento dei dati era quotidiano e costante, pene poi tramutate in sanzioni economiche intorno ai 2.000 euro!!. Resta in piedi il processo al dirigente dott. Sbrana (avra’ circa 70 anni se non di piu’) che non ha patteggiato, personalmente mi sono costituito parte civile insieme ai Comitati,ai Comuni della Versilia (che non sapevano niente poverini…) alla Provincia e alla Regione (avreste dovuto essere all’udienza con presenti circa una decina di avvocati, uno spettacolo!
La prossima udienza si terra’ a Viareggio il 10 Gennaio prossimo alle ore 10, consiglio vivamente la visione.
Per adesso la Provincia non ha rinnovato l’autorizzazione a Veolia ad incenerire (titoli sui tutti i giornali con la Provincia che si faceva bella, ma era un atto dovuto naturalmente).
E’ di pochi giorni fa la notizia che il sindaco di Massarosa attuale presidente del CAV, Consorzio Ambiente Versilia formato dai sindaci dei comuni versiliesi, voleva firmare un accordo con Veolia proprietaria in project financing dell’impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto http://www.ersu.it/impianti.htm in cui Veolia avrebbe rinunciato all’inceneritore e riconosciuto ai comuni versiliesi 500.000 € per danni all’immagine in cambio di 10.000.000,00 di € dei 20.000.000,00 su cui esiste una controversia in quanto i Comuni dal 2008 si sono autoridotti la tariffa a causa dei continui disservizi della societa’, e all’aumento da 110.000 a 140.000 tonnellate di rifiuti conferiti a Pioppogatto con la possibilita’ di produrre combustibile da rifiuti.
Massarosa comune su cui insiste lì’impianto di Pippogatto riceverrebbe royalties per aumento di conferimento di rifiuti intorno ai 450.000 € anno.
Noi insieme ai comitati abbiamo prima contattato per una intervista l’ex commissario della regione Daviddi, chiamato all’epoca per redigere il contratto che avrebbe disciplinato il rapporto tra Tev e i Comuni e che essendo in questi ultimi anni tirato sempre in causa da tutti e in particolare dai Comuni e Provincia per una presunta impossibilita’ di rescissione di questo “famigerato contratto” ha accettato ben volentieri di togliersi qualche sassolino dalla scarpa :http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4mvz0Ztd5_A
Poi il giorno dopo l’intervista e l’ampio risalto dato sui principali media della Versilia abbiamo partecipato all’incontro richiesto dai comitati alla giunta di Massarosa dove abbiamo esposto le nostre ragioni :http://vimeo.com/34546529
e il giorno dopo abbiamo protocollato il documento con cui avanziamo le nostre proposte ( che posto dopo perche’ e’ un pdf ). Il giorno dopo si e’ riunito il CAV e i Comuni hanno espresso la loro riluttanza all’accordo cosi’ come prospettato da Veolia,..e la querelle continua….stay tuned…:-(
I SASSOLINI DI DAVIDDI
Tariffe inique, clausole, mezze verità, dati alterati, qual’è la verità sull’inceneritore di Falascaia, chiuso dal luglio 2010? Ha le idee chiare sull’argomento Roberto Daviddi, ex commissario straordinario autore del contratto omonimo che lega 6 comuni dell’area versiliese, invitato da Co.As.Ver. e MoVimento 5 Stelle Versilia nel pomeriggio di ieri. E Daviddi si è tolto parecchi sassolini dalle scarpe ed ha accusato senza mezze misure gli amministratori locali, colpevoli, secondo l’avvocato, di non aver sempre detto la verità, facendo pagare ai cittadini tariffe esose e colpevolizzando Veolia per tutto, anche di opporsi al famoso “contratto capestro”. “Ogni contratto ha clausole di rescindibilità – ha spiegato l’avvocato – e in questi anni di è fatta molta confusione tra i diritti/doveri del committente (le amministrazioni locali) e l’azienda che si doveva occupare dello smaltimento dei rifiuti negli impianti di Pioppogatto e Falascaia”.
Un nodo sostanziale è quello delle tariffe: secondo quanto dichiarato da Daviddi gli aumenti imposti ai cittadini versiliesi non sono stati calcolati in base al contratto tuttora in atto tra la multinazionale francese e il Cav. Ma il contratto può essere rescisso, mettendo a un tavolino tutti gli attori e Davidi ha suggerito ai componenti del Co.As.Ver. di leggersi bene tutte le carte, “quelle vere, con i timbri e le firme”… come a dire che in questi anni sono girati anche falsi documenti. “Sono state pagate dai cittadini spese che erano a carico del concessionario”, ha detto senza mezze misure Daviddi.
Parole dure sono state rivolte al sindaco Lunardini e a chi, in questi anni, ha fatto dichiarazioni, sempre secondo quanto affermato dall’ex commissario regionale, infondate. La vicenda inizia ben prima del 2002, quando è entrato in funzione l’inceneritore e a quel tempo il costo tonnellata per il conferimento rifiuti era di 108 euro. Nel 2010, dopo una lunga serie di aumenti era di 177, con un incremento, in 8 anni che supera il 60%. L’aumento maggiore della tariffa si è avuto a cavallo tra il 2007 e il 2008 con il 16% a cui l’anno successivo si è aggiunto un ulteriore 4%. “Per noi – ci ha detto Andrea Cecchini, uno dei responsabili del Co.As.Ver. – l’importante è che oggi Falascaia venga smantellata a spese di Veolia e che il contratto venga rescisso perchè la stessa multinazionale francese è inadempiente visto che l’impianto è fermo da 17 mesi. Il contratto Daviddi è stato in realtà stravolto nella sua natura dalla sottomissione che le amministrazioni versiliesi hanno dimostrato negli anni.
Ora è il momento di rialzare la testa e fare giustizia: le strade sono due, e non sono quelle indicate dal sindaco di Massarosa Mungai. O si riprende in mano il contratto e si segue letteralmente ciò che dice, oppure si ricomincia da capo, analizzando tutta la storia, fin dal 2000 per capire chi ha ragione, chi ha torto, e chi ci ha preso in giro e a questo punto, purtroppo, dubbi in proposito non ne abbiamo. Come sempre i cittadini pagano, in termini di salute e in termini economici, colpe che non sono loro.”
Co.As.Ver.
MoVimento 5 Stelle Versilia
Buone feste dal tuo cambiavalute locale
Foto ripresa in Piazza Mazzini a Viareggio. Una banca sponsorizza il presepe cittadino.
L’evangelista Giovanni nel Nuovo Testamento ci fa vivere un’ altra esperienza della vita di Gesù e della sua azione evangelizzatrice nel nome del Padre suo.
La finale del brano del Vangelo che vogliamo qui esaminare, penso che sia illuminante per il gesto che Gesù compie, l’unico del resto che ci mostra un Gesù violento ed arrabbiato: la purificazione del tempio di Gerusalemme da tutti i profanatori. Infatti il v. 25 dice “…sapeva quello che c’è in ogni uomo” apre un grande discorso sulla conoscenza che Gesù ha del cuore dell’uomo pieno di interessi materiali. Non ci può essere spazio per Dio in un cuore saturo di interessi economici, traffici illegali, sfruttamento, appropriazione indebita.
Il giusto rapporto con il denaro sta celato nell’invocazione della preghiera che Gesù ci ha dato: “dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”…Ma proseguendo, non solo Gesù getta il denaro per terra, ma scaccia i mercanti con le colombe, i buoi e le pecore. Il bue rappresenta un’aspetto dell’anima, quello razionale e la pecora l’anima inconsapevole, quella che necessita di farsi condurre da un padrone.
Ma cosa facevano questi cambiavalute? Speculavano sul denaro, governandone la scarsità o l’abbondanza e cambiavano la moneta locale o i beni posseduti in valuta in argento accettata dall’impero romano per pagare le tasse (“dai a Cesare quello che è di Cesare” o meglio quello che aveva l’effigie di Cesare, oggi neanche l’euro ha più qualcosa di riconoscibile).Questi usurai gestendo il flusso di valuta imperiale, provocavano veri salassi nella popolazione che si trovavano a impegnare molti beni personali per poter avere la valuta necessaria facendosi depredare delle proprie ricchezze. E’ inutile dire che i sacerdoti del tempio avevano le loro royalties su questo empio commercio: i “mercanti”, cambiavalute e “colombari”, pagavano una commissione per svolgere le loro attività speculative. Un vero sistema a delinquere costituito da speculatori, autorità politiche e autorità religiose a spese della povera gente. Questo atteggiamento portava a disperazione, pazzia, povertà indotta, violenze ed omicidi. Gesù con il suo gesto sfida il sistema messo in atto con la complicità degli scribi e i farisei che lo condannano a morte.Sarà necessario ingannare il popolo, distoglierne l’attenzione per potersi sbarazzare del Messia… In duemila anni le cose non sono cambiate in meglio…
Pensate davvero che oggi sia cambiato qualcosa ? E chi vi sembra possano essere i cambiavalute del tempio riferito ai nostri tempi?
Naturalmente aspettiamo per il prossimo anno altre importanti sponsorizzazioni del presepe cittadino con i loro efficacissimi slogan:per esempio da Nestlè “Anche 2000 anni fa il bambinello sarebbe stato allattato con il nostro latte artificiale”, o da Ikea “La tua casa con noi da una stalla diventa una status symbol” oppure per finire magari la Negroni “Le stelle sono tante, ma solo quella che accompagnava dei negroni voleva dire qualità…”
2012, L’antipolitica

Anche se intitolata “Lettera di fine Anno”, la mettiamo all’inizio dell’anno!
La parola al cittadino:
di Massimo MichelucciQuello che mi disturba di più nella riflessione su quest’anno tragico di crisi, che pur ha visto la fine (?) di berlusconi, sono le parole d’ordine che vedo appartenere in maniera trasversale a tante formazioni politiche ed opinion leader di diversa sponda, e purtroppo anche di quella che ritengo la mia.
Mi riferisco in breve a: 1) accettare i sacrifici; 2) vivere sopra le proprie possibilità; 3) godere di privilegi; 4) prendere una pensione che non si è pagata; 5) avere colpe e responsabilità.
Sono considerazione che rifiuto in toto perché io ho sempre fatto sacrifici secondo una educazione che mi hanno trasmesso i miei e non certo la società e la politica; non ho mai vissuto sopra le mie possibilità; non penso proprio di aver mai goduto di privilegi; sto pagando regolarmente da alcune decine di anni i contributi per la mia futura pensione nel rispetto assoluto delle leggi in materia; non mi sento addosso colpe e responsabilità che quasi tutti al fine attribuiscono al paese, quindi alla comunità, quindi al cittadino, quindi anche a me!
Non vedo perché non dovrei chiedere che a fare sacrifici siano coloro che mai l’hanno fatti, e che sia doveroso e trasparente indicare chi ha avuto ed ha colpe e responsabilità.
È soprattutto l’ultimo discorso che viene rinfacciato un po’ a tutti gli italiani, e quindi anche a me, che non mi va giù.
Io nel sistema ci vivevo e ci vivo, sempre rispettoso delle regole, ma questo non vuol dire che mi appartenesse, che lo sentissi mio. Ho infatti sempre cercato di contrastarlo con le possibilità che la democrazia mi concedeva, in primis le mie scelte politiche, l’esprimermi nel voto, nello scegliere i rappresentanti che portassero avanti i miei stessi convincimenti. Una legge elettorale ingiusta ed iniqua a suo tempo mi ha privato in parte anche di tale possibilità.
Un’altra chance l’ho portata avanti con un processo di crescita culturale che guardava ad elementi di informazioni autonoma (libri, giornali, etc.) che purtroppo il mondo della comunicazione monopolizzato ha cercato di contrastare, finché non è apparsa la rete informatica con tutte le sue enormi possibilità di aggiornamento della democrazia.
Oggi è sancito, anche appunto nella indifferenziazione dei partiti che si evidenzia nell’appoggio ad un governo cosiddetto tecnico che in verità è profondamente politico, il profondo distacco tra i partiti e la società, il venir meno di un collegamento che costituiva un ruolo sancito addirittura dalla Costituzione.
Nessuno di tali partiti o di tali (presunti per me) opinion maker potrà mai più convincermi che i movimenti, le associazioni, alcuni giornali, alcune persone per quello che fanno e dicono a livello individuale, ed in generale la rete, tutti soggetti ai quali ormai attingo per la mia crescita personale nel desiderio di veder cambiato questo sistema sociale, siano qualificabili come antipolitica.
Anzi la battaglia del futuro credo stia proprio nell’affermarsi finalmente di questa cosiddetta antipolitica come l’unica possibile e vera politica.
Fare parte di tale progetto lo ritengo invero l’unico impegno che imponga oggi il richiamarsi alla sinistra, sicuramente la cartina al tornasole che permetterà di fare i distinguo, cioè l’esame critico ed autocritico che permette la crescita, che non è quella economica ma quella individuale, e quindi con risvolti generali del cittadino.
Buon 2012!
BUON ANNO!
Cosa succede in pineta?
Ovviamente ci sarà una spiegazione PLAUSIBILE a tutto ciò, vero?
CLICCA SULLA FOTO!
2011-12-30 Contributo audio del Consigliere Alessandro Bolognesi sul taglio dei pini alla Guidicciona
Ringraziamo lo Staff di -Salviamo Viareggio-
La teoria dei piani diversi

In tutti questi anni abbiamo partecipato a decine e decine d’incontri, organizzati sia da noi che da altre associazioni e/o comitati, con i rappresentanti della politica dei comuni della Versilia e della provincia di Lucca su svariati argomenti, rifiuti, acqua, energia, ambiente, elettromagnetismo ecc.In ogni occasione, i nostri interlocutori, hanno sempre manifestato un senso di fastidio, erano presenti solo per dovere istituzionale, mai per cercare di capire le preoccupazioni e, a volte, anche le soluzioni prospettate per risolvere determinati problemi.
Le serate finivano sempre con la solita frase del rappresentante politico di turno, “siamo su due piani diversi, noi governiamo ed abbiamo delle responsabilità, voi siete cittadini”.Qualcuno si è spinto anche oltre, asserendo che “siccome noi siamo stati votati, è nostro dovere decidere, a differenza di voi che, se volete rendervi utili, non fate altro che presentarvi alle elezioni e farvi votare”.
Ecco cosa pensa il sistema della partecipazione…
Qualsiasi giunta appena eletta, tende ad ascoltare chiunque, normalmente ha a che fare con persone che chiedono e basta. Ma la novità e la voglia di fare, ascoltare ed organizzarsi svanisce dopo pochi mesi. Ci si chiude a riccio escludendo tutta quella parte di popolazione “organizzata” che per puro spirito civile si occupa del bene comune, organizzando dibattiti, incontri, invitando esperti anche di calibro internazionale e proponendo anche soluzioni a costo zero che, un sano sistema politico, accoglierebbe a braccia aperte.
Ma il sistema non permette tutto ciò, le decisioni vengono prese nelle segrete stanze attraverso un sistema che quasi mai tiene conto di quello che è il vero bene comune, cercando di accontentare chi, per cambiali elettorali o per gerarchia partitica, ingloba interessi anche semplicemente mediatici ma non esattamente pertinenti al bene della comunità.
Il partito, nato come luogo d’aggregazione culturale ha deviato completamente il suo modo di porsi nella società civile, diventando luogo di potere in mano a pochi noti e vittima, o artefice, di clientelismi che tanti danni ha fatto e che, purtroppo, continua a fare.
Si può ovviare a questo?
Si, rovesciando la piramide, la base in alto ed il vertice in basso. Ma per fare ciò occorre smantellare il sistema, e non è possibile farlo dall’interno dello stesso.
Per questo il MoVimento 5 Stelle si presenterà alle prossime elezioni senza allearsi con nessuno, deciderà di volta in volta come votare in base all’effettivo beneficio che la comunità riceverà, senza nessun tipo di preconcetto ideologico, è finito il gioco della squadra bianca o di quella nera dove l’arbitro è sempre cornuto, disegnare un mondo diverso basato sulle idee è possibile, attuare un metodo orizzontale senza piani diversi autoreferenziali è oggettivamente, e moralmente, una necessità.
IL PATTUME E LA VERSILIA
Sembra proprio che al peggio non ci sia fine, l’incapacità della politica di guardare al futuro continua imperterrita a mietere vittime (i cittadini) che, inconsapevoli e sotto certi aspetti complici del loro menefreghismo, stanno a guardare passivamente tutte le porcate che gli passano sotto il naso. Ma noi non ci stiamo, non stiamo a guardare subendo supinamente tutto ciò che ci viene prospettato come la soluzione di tutti i mali.Ci riferiamo a quello che ci è passato davanti in 5 anni di attività sul territorio, passata esclusivamente appoggiando i vari comitati, scontrandoci continuamente con tutte le forze politiche nei vari comuni della Versilia, nella provincia di Lucca e in Regione.
In questi anni di esperienza abbiamo maturato una convinzione, I COMITATI E LE VARIE ASSOCIAZIONI presenti e attive sul territorio hanno avuto sempre ragione.All’interno di essi ci sono persone competenti, animate da un estremo spirito di volontariato civile difficilmente riscontrabile nei vari partiti/tucoli o liste di movimenti farlocchi, inclini al sistema di una macchina di distruzione delle masse chiamata POLITICA DEI PARTITI. In Versilia ed in provincia sembrava nascere qualcosa di diverso, un nuovo modo di trattare la gestione dei rifiuti, ci eravamo quasi convinti che, dopo la chiusura dell’inceneritore di Pietrasanta e tutte quelle manifestazioni d’interesse sulla possibilità di cambiare verso RIFIUTI ZERO 2020, ci fosse stato quello scatto d’orgoglio politico che poteva definitivamente spazzare via un passato fatto di “porcherie” economico/ambientali assolutamente indecenti.Invece ci eravamo solo illusi, ed ecco farsi strada uno scenario pazzesco.
Di fronte a prospettive di trattamento dei rifiuti/risorse auspicate in luogo di molteplici incontri organizzati da comitati di cittadini ed associazioni, insieme ad esperti e politici di ogni schieramento/colore, si prevedeva la totale riconversione dell’impianto di Pioppogatto al trattamento ed alla valorizzazione della raccolta differenziata della Versilia, che avrebbe determinato un futuro assolutamente roseo sia a livello economico che ambientale, portandosi dietro processi virtuosi difficilmente riscontrabili altrove, maggiore occupazione, abbassamento delle tariffe e guadagni per le amministrazioni coinvolte derivati dalla gestione diretta dell’impianto stesso.
Come MoVimento 5 stelle Versilia, avevamo auspicato anche un investimento su un digestore anaerobico (a Viareggio in zona depuratore ne esiste già uno sperimentale da qualche anno che tratta prevalentemente fanghi di depurazione) in modo da chiudere definitivamente il cerchio della differenziata, producendo compost e biogas utilizzabile per autotrazione e produzione di elettricità, semplicemente con la raccolta della frazione organica. Tutto molto bello, definitivo, economicamente vantaggioso, nessun inceneritore, una comunità che riusciva a smaltire i propri rifiuti da sola. Ma…se la ragionevolezza e la capacità amministrativa dei nostri eletti, e soprattutto dei loro tifosi, fosse una virtù generalizzata, ci troveremmo a vivere in un luogo quasi perfetto, perfino noioso.
Invece i nostri “EROI” fanno di tutto per tenerci attivi, e si inventano inceneritori a legna dove la legna non c’è…peccato che la rena non prenda fuoco!… Riqualificano Pioppogatto, che ricordiamo essere a poche centinaia di metri in linea d’aria da quartieri viareggini densamente popolati, potenziandone la capacità di produrre schifezze come il Css (Combustibile solido secondario, voluto dalla nuova normativa per agevolare l’ingresso di rifiuti trattati in impianti di incenerimento), attraverso l’arrivo magari con centinaia di camion di 135.000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati provenienti da tutta la provincia di Lucca, ma anche da Pisa, Livorno, Massa…Ci chiediamo perchè lasciare scoperte, dal raggio d’azione di Pioppogatto, Trapani o Trieste?
Trecentosessantanove tonnellate di pattume indifferenziato al giorno invaderanno la nostra terra. Ci domandiamo perchè, ancora una volta, il tutto venga gestito da una multinazionale francese che, insieme a TEV, tanto caos ha prodotto nella gestione degli impianti a loro assegnati, per non parlare del disastro ambientale nell’aver diffuso diossine e metalli pesanti sul nostro territorio; ci domandiamo come la Provincia di Lucca possa accettare di produrre una quantità enorme di combustibile da rifiuti quando pochi mesi fa ha deciso che nella zona di sua competenza non si debba più incenerire.
Perchè allora permetterlo di farlo magari per mandarlo ad incenerire in altri impianti gemelli di TEV/Veolia sparsi per l’Italia, anche loro sotto accusa da parte dei cittadini e comitati per gli stessi sospetti di taroccamento di Falascaia, ultimi destinatari del futuro Css e fino ad adesso di Cdr (combustibile da rifiuto) prodotto a Pioppogatto, cercando di fare sempre tutto e il contrario di tutto solo in Versilia? E quale prezzo dovranno continuare a pagare i cittadiani in termini di tariffe e salute, ci domandiamo ancora?
MoVimento 5 Stelle Versilia
Il futuro di Pioppogatto è segnato?
Il futuro di Pioppogatto di photo890
Con questo articolo che proponiamo, vogliamo ben esplicitare il nostro pensiero sull’argomento dell’impianto di Pioppogatto, che ad oggi prepara il Cdr (combustibili da rifiuti)dai rifiuti indifferenziati e poichè è diventato un rifiuto speciale, può essere tranquillamente trasportato in giro per l’Italia per essere alla fine “valorizzato” come dicono gli inceneritoristi, per produrre (poca, ma pagata bene con i certificati verdi) energia elettrica.In realtà il piano del comune di Massarosa se andasse in porto dopo un iter che sarà lungo e complesso, vedrebbe trasformare Pioppogatto in un “impianto complesso” (Puglia docet) dove accanto al trattamento della parte organica dei rifiuti, più appetibile da un punto di vista economico perchè immediatamente rivendibile come humus o ammendante per l’agricoltura, si continuerebbe a produrre Css (combustibile solido secondario, di minor valore eenrgetico) in base ad un “patto scellerato” da “death kiss” proprio con quella multinazionale Veolia con cui il Comitato Ambiente Versilia costituito dai comuni della Versilia, è ancora in discussione su tariffe, contenziosi e pregressi nonchè in causa civile per i famosi taroccamenti all’impianto di Falascaia (e in forse sulla loro effettiva operatività a norma di legge ci sono anche gli impianti gemelli di Vercelli e Brindisi ).E’ preoccupante, inoltre, che nella compagine sociale di Veolia compaiano anche manger italiani di peso come Paolo Scaroni di ENI. Le notizie ufficiali ci dicono che complessivamente il 70% del capitale di Veolia è detenuto da istituti finanziari (banche, assicurazioni, fondi) e saremmo curiosi di sapere quanto di istituti italiani sia coinvolto nella gestione di questa pericolosa società.
Noi contestiamo con forza queste scelte che non vanno incontro alle esigenze dei cittadini che vogliono la raccolta differenziata su tutto il loro territorio, per creare risorse dalle materie primeseconde e non vogliono più “coltivare monnezza” per essere ancora sotto il gioco di meri interessi di speculazione privata, obbligati per sempre a produrre solo e soltanto rifiuti per far arricchire una azienda privata e multinazionale estera a spese e sulla pelle dei soliti noti…
Comitati sul piede di guerra contro il raddoppio dell’impianto di rifiuti di Pioppogatto.
Non l’hanno presa bene, e forse questo era scontato. I comitati a tutela della salute e dell’ambiente in Versilia criticano aspramente la decisione presa ieri notte dal consiglio comunale di Massarosa (a maggioranza e nel video l’intervento del sindaco Mungai (scusate ma nei primi 28 sec. c’è un disturbo audio)) che prevede che l’impianto di rifiuti di Pioppogatto raddoppi, accogliendo oltre 135 mila tonnellate di rifiuti provenienti dalle Provincie di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Tutti i comitati si dicono contrari alla decisione. <<Ci era stato detto – affermano – che decisioni di tale portata sarebbero state concordate con i cittadini. Questo è un colpo di mano inaccettabile. Siamo pronti a manifestare sull’intera Versilia. Eravano la Perla della Versilia, rischiamo di diventare la discarica della Toscana>>.
Critiche anche le opposizioni (ma noi ci domandiamo cosa hanno fatto fino ad adesso per fare vera opposizione ad una maggioranza tacita e connivente con gli inceneritoristi e costruire delle vere alternative? n.d.r.). <<La sinistra ha preso questa decisione – dice Fabio Francesconi (Pdl) – senza aver interpellato nessuno, né opposizione, né cittadini, né comitati. Non esiste una valutazione sull’impatto sul territorio dal punto di vista ambientale, della salute dei cittadini, delle ripercussioni sull’economia locale. Non si può approvare una scelta del genere con tanta fretta. Noi siamo contrari sia al raddoppio di Pioppogatto che al prolungamento del contratto con Tev-Veolia per altri 10 anni. Hanno svenduto il nostro territorio>>.
<<E’ un colpo di mano lesta – commentano Alberto Coluccini e Claudio Marlia (Udc) – che non da alcuna certezza sulle tariffe, né sulla tipologia del nuovo impianto che sarà ospitato a Pioppogatto. Era questo – chiedono, ironici – che il centrosinistra intendeva quando parlava di una “Massarosa pulita e turistica”? Rischiamo di diventare peggio di Peccioli: lì almeno l’impianto è di loro proprietà, da noi è di una società privata. La stessa che già gestiva Falascaia nel modo in cui sappiamo: serviva più accortezza>>.
(mp) Versiliatoday su FB
Cambiale in scadenza di Spadaccini
Un consiglio anomalo quello avvenuto il 14 dicembre 2011 a Viareggio dove si discuteva del futuro a tinte fosche della fondazione del festival Puccini.Una grande manifestazione il festival che da lustro ad una città che ha fatto molto in questi anni per non meritarselo, visto che dopo la costruzione del necessario teatro sul famoso lago dove il maestro soleva ritemprarsi ed ispirarsi per scrivere le sue grandi composizioni, si è illusa di vivacchiare in attesa di momenti migliori sotto la guida poco illuminata di presunti imperatori dei due festival, per dare la giusta capitalizzazione ad un patrimonio di valore artistico elevato, ma a livello contabile molto se non troppo, fragile.
E in tempi di crisi economica i nodi sono venuti al pettine.Occorre ad oggi una capitalizzazione di ben 6 milioni di euro secondo le proposte e le richieste del suo attuale presidente, l’ing. Spadaccini che è anche presidente del consiglio comunale e che nella sua doppia veste non si è fatto problemi a descrivere il fuuro del festival come segnato ormai da un declino inarrestabile, se gli enti preposti a salvarlo non metteranno mano al più presto al portafogli.
Da una parte il comune in primis, ma anche la provincia e la regione o presunte fondazioni bancaria sono chiamati a raccolta per salvare il teatro e la sua programmazione internazionale, prendendoselo in carico cioè comprandolo, dopo che a qualcuno venne la bella idea, unica esperienza in Italia, di far accollare gli oneri del mutuo per costruirlo, alla fondazione stessa fino ad oggi.
I bilanci ormai scoppiano, di interessi, di more, di oneri che gravano pesantemente su un quadro di ricavi che se quest’anno hanno sorriso per gli incassi del botteghino, si rivelano sempre più insufficenti a garantire panem et circenses ai lavoratori coinvolti ben 300, fra tempo indeterminato e precari con un maturo grado di professionalità fra impiegati, artisti, musicisti e attrezzisti, e alla cittadinanza come indotto di un festival che per le sue caratteristiche è unico e amato come non mai in Italia e nel mondo.
Spadaccini dal canto suo, forse in odore di elezioni 2013 per la poltrona di sindaco di una città martoriata da troppe inefficenze e superficialità, presenta il conto come una cambiale in scadenza alla sua maniera, mettendo tutti d’accordo, oltre ad una maggioranza che moltiplica sulla carta le risorse che non ha, ma che promette come l’acqua ad un assetato, anche una opposizione troppo piegata sulle richieste dovute, ma pesanti del presidente, senza chiedere e pretendere nulla in cambio.”Cercate di moltiplicare e rendere trasparente ogni euro che avrete dalla città” è l’unico flebile monito che viene da Palestini consigliere comunale del PD…Un monito che si potrebbe dare ad un figlio che si accinge ad uscire di casa il sabato sera forse, ma un pò troppo poco per chi fra due anni, vorrebbe essere garante delle attività di una manifestazione importante quanto il carnevale per Viareggio, per ridare lustro e vivacità ad una città che per tanti altri motivi sta andando a scatafascio prima di tutto per la superficialità dei suoi amministratori, ma anche per il disinteresse dei suoi cittadini…
Credito di Soggiorno in SCEC
La tassa di soggiorno o imposta sul turismo, di cui tutti i partiti non fanno altro che proporre come panacea della crisi finanziaria delle casse comunali, è ben conosciuta a Roma, a Venezia e in altri comuni della Toscana facendo prudere le mani anche ai nostri amministratori locali, certi che istituendo tale tassa di scopo, questa possa contribuire come destinazione, totale o parziale, al finanziamento di interventi nel settore del turismo (vedi a Viareggio la proposta di finanziarci la Fondazione Puccini).
Ma noi come MoVimento 5 Stelle Versilia facendo due conti ci domandiamo, se porterebbe realmente dei benefici ai nostri flussi turistici? Da anni ormai stiamo studiando con l’aiuto dell’Associazione ArcipelagoSCEC, l’introduzione anche nel nostro territorio di un Buono Locale di Solidarietà SCEC da diffondere in un circuito locale di cittadini,associazioni, negozi di vicinato, produttori, distributori, grossisti, agricoltori e istituzioni comunali per far ripartire l’economia locale, il piccolo artigianato, l’agricoltura a chilometro zero, per permettere di distribuire nuova liquidità, cioè risorse al nostro contesto esistenziale, promuovendo attività che diversamente sarebbero delocalizzate seguendo i dettami delle logiche economiche speculative.Il tutto rientra in una logica solidaristica, certo, ma anche economica in senso stretto, che mira a contenere i prezzi dei prodotti senza comprimere il giusto guadagno del produttore, che solo a queste condizioni manterrà la sua attività, proprio accettando in parte sul prezzo finale questi Buoni SCEC, distribuiti attraverso quel circuito che si andrebbe a creare sia in senso orizzontale fra cittadini e negozianti, che in verticale fra distributori e produttori.
La proposta per incentivare il turismo locale che il MoVimento 5 Stelle Versilia vuole inserire in un piano di trasformazione degli stili di vita della nostra società, è quella di istituire un CREDITO DI SOGGIORNO facendo versare al turista 2 SCEC a persona per notte.Ricordiamo che gli SCEC emessi dall’associazione ArcipelagoSCEC verrebbero distribuiti GRATUITAMENTE dagli hotel e da numerosi negozi di vicinato locali proprio ai turisti appena arrivano, dando la possibilità di spenderli in maniera complementare con l’euro sotto forma di abbuono nel territorio locale, usufruendo di sconti e promozioni nei negozi aderenti al circuito che accetta gli SCEC e la cui diffusione potrebbe essere avallata e patrocinata dai comuni stessi. Avremmo cosi 3 grossi vantaggi:
1) Distribuire un mezzo di pagamento che permette di circolare solo in ambito locale
2) Far circolare lo SCEC in maniera complementare all’euro (fino ad un 30% sul prezzo finale in euro) ed incentivare e far restare la ricchezza nell’economia locale
3) Far riuscire ad accettare ai Comuni in una certa percentuale alla tariffa totale richiesta per alcuni servizi proprio gli SCEC, sia per il pagamento come quelli p.e. legati alla raccolta differenziata, alla mensa comunale, all’erogazione di medicinali da parte delle farmacie comunali od altri servizi, sia nel facilitare la creazione di una rete fra produttori che riforniscono beni e servizi i distributori locali, ridistribuendo la ricchezza in un circuito più ampio anche in senso verticale.
Per la precisione riportiamo anche l’esperienza del comune di Otranto (LE) che si è fermato però al rilascio di una card turistica su cui viene accreditato un importo pari alla imposizione della tassa di soggiorno imposta agli ospiti, a fronte però di vari servizi e offerte di prodotti locali a cui il turista può accedere gratuitamente o con sconti vari.Una occasione interessante, ma mancata e che potrebbe essere perfezionata proprio con l’offerta di SCEC in formato cartaceo o elettronico che noi proponiamo letteralmente come “abbuono a credito di scopo” al posto di una card, che tende a spersonalizzare e a non unire proprio la capacità solidale di un territorio di accogliere chi ospita.
Noi siamo sempre disponibili a confrontarci su questa ed altre questioni anche a livello territoriale e locale con chi vorrà partecipare a questo interessante progetto.
Per sapere cosa sono gli SCEC
MoVimento 5 Stelle Versilia
Il cellulare è pericoloso?:istruzioni per l’uso
Usare il telefono cellulare è dannoso?:istruzioni per l’uso from grilli versiliesi on Vimeo.
Campagna informativa sull’uso sicuro del cellulare.
PROTEGGI I PIU’ PICCOLI, EVITA L’USO DEL CELLULARE E DEL CORDLESS AL DI SOTTO DEI 12 ANNI!
L’ESPOSIZIONE PROLUNGATA ALLE ONDE ELETTROMAGNETICHE EMESSE DAL CELLULARE E DAL CORDLESS PUO’ CAUSARE DISTURBI PSICOLOGICI E NEUROLOGICI, RITARDO NELLO SVILUPPO ED ANCHE TUMORI E CANCRI. OGGI SAPPIAMO CHE CHI INIZIA AD USARE QUESTE TECNOLOGIE PRIMA DEI 20 ANNI RISCHIA DI PIU’. PENSIAMOCI E DIFENDIAMO I PIU’ PICCOLI!
Di seguito e’ scaricabile il pieghevole che A.P.P.L.E. diffonde dal 2004 presso tutte le Scuole dove propone il Progetto Scuola e durante le conferenze rivolte agli adulti (insegnanti, genitori, cittadini): vi sono indicate 10 regole per usare bene il cellulare.
Un utile strumento da diffondere sia tra gli adulti sia, soprattutto, tra i bambini e gli adolescenti perchè imparino ad usare in modo corretto le tecnologie che emettono microonde e a non abusarne, proteggendo la salute propria e quella dei compagni. L’uso INTENSO e SCORRETTO di CELLULARI e CORDLESS può indurre DANNI BIOLOGICI GRAVI e aumenta il RISCHIO di TUMORI al CERVELLO.
In allegato ALCUNE NORME DI SICUREZZA tratte dal libretto d’uso di alcuni recenti e noti modelli di cellulare che INDICANO LA NECESSITA’ di PORRE ATTENZIONE sia alle DISTANZE del CELLULARE dal CORPO, sia alle MODALITA’ di UTILIZZO. La loro lettura e’ ILLUMINANTE! I produttori stanno premunendosi contro possibili class-action da parte dei consumatori!
Sottolineiamo in particolare l’indicazione di non tenere il telefono cellulare nella zona dell’ADDOME per quanto riguarda MASCHI giovani e donne IN GRAVIDANZA!!
DIFFONDETE IL PIEGHEVOLE E LE INFORMAZIONI!
PROTEGGETE I BAMBINI!
RICORDATE CHE LA PRECAUZIONE VALE ANCHE PER IL CORDLESS DI CASA!
NORME TRATTE DA LIBRETTI D’USO CELLULARI
A.P.P.L.E. è costituita da Soci Volontari che credono fortemente nella necessità di tutelare la salute di tutti i cittadini, in particolare dei più giovani e deglielettrosensibili dagli effetti biologici e sanitari prodotti dall’inquinamento elettromagnetico, attraverso una corretta informazione e leggi adeguate improntate sul Principio di Precauzione. L’Associazione può contare sulle competenze di tipo scientifico e tecnico di molti suoi soci.
Presidente: Arch.Laura Masiero Vicepresidente: Prof. Angelo Gino Levis
IL CASO DEL PIROGASSIFICATORE DI CASTELFRANCO (PI): UN CASO INDECENTE DI COMMISTIONE DI AFFARI, POLITICA, AUTORITARISMO SENZA PRECEDENTI…MA NON PASSERA’!

Prima imponenti manifestazioni di migliaia di persone, poi lo svolgimento di un “normato” PROCESSO PARTECIPATIVO ai sensi della legge regionale toscana promossa dall’allora assessore AGOSTINO FRAGAI ORA PROMOTER (pagato) del pirogassificatore CHE HA SANCITO ALL’UNANIMITA’ DELLA GIURIA POPOLARE INCARICATA DEL PARERE DEFINITIVO LA BOCCIATURA DELL’IMPIANTO.
ORA, il 9 novembre la Giunta Regionale ed in primis IL GOVERNATORE/PODESTA’ ROSSI impugnando una normativa regionale vergognosa approvata in tutta fretta nell’agosto scorso che “per motivi strategici” legati alla realizzazione di impianti ed interventi permettere di SCAVALCARE le decisioni dei cittadini e degli stessi enti locali (il consiglio comunale di Castelfranco e tutti i sindaci del comprensorio del cuoio si erano espressi contro l’inceneritore per rifiuti speciali della WASTE RECYCLING, progettato e commercializzato da NSE) DA’ IL VIA LIBERA ALL’IMPIANTO.
Si consuma cosi’ in modo indecente il tasso di ipocrisia che da sempre caratterizza il centro sinistra toscano che questa volta però sembra averla combinata “troppo grossa”. Si sono spesi 130.000 euro nel processo partecipativo applicando una normativa con la quale il Governo Toscano si era “pavoneggiato” ed ora, ironia della sorte, è lo stesso presidente della Giunta Regionale a “sbeffeggiarla” dopo aver dilapidato soldi pubblici. Evidentemente non siamo in una”regione normale”! Fin’ora si era pensato che la “democrazia” potesse essere “addomesticata” e depotenziata prevedendo per legge i processi partecipativi i cui esiti non avrebbero dovuto ledere il “principe” o gli interessi precostituiti. Ora che i cittadini hanno dimostrato la MATURITA’ di utilizzare le leggi per far giungere forte i propri pareri non negoziabili quando si parla di SALUTE, di AMBIENTE E DI ALTERNATIVE IL “PRINCIPE” perde la testa e…LA FACCIA rivelando il volto aggressivo ed autoritario di chi tenta di ridurre il governo a comando.
Non accetteremo (anche perchè testimoni attivi di questa clamorosa TRUFFA) mai che I CITTADINI SIANO TRATTATI DA MERE COMPARSE E CHE LE LORO DECISIONI VENGANO CONSIDERATE SPAZZATURA.
La RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO anche su appello delle realtà locali METTE IN PRIORITA’ QUESTA BATTAGLIA DI…DECENZA E FARA’ DI TUTTO PERCHE’ QUESTA EVIDENTE COMMISTIONE DI AFFARI E POLITICA NON PASSI.
Rossano Ercolini
Questa sera Beppe Grillo e Paul Connet a Castelfranco
Guastafeste a 5 Stelle
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| Arrivano anche i «guastafeste» a cinque stelle(da un articolo sulla Nazione del 26/11/11) | |
| «FORTE dei Marmi? Ormai ridotto a un paese di ‘plastica’ non più appetibile neppure per i ricchi turisti». I grillini iniziano a dare corpo alla propria lista. Come annunciato alcuni mesi fa, il Movimento a 5 stelle sta scegliendo i nominativi per concorrere alle amministrative 2012. A giorni sarà reso noto il calendario di incontri con i cittadini, dal quale scaturiranno le istanze per dar forma al programma elettorale e i portavoce del movimento sono a caccia di una propria sede elettorale («anche se non è facile — ammettono — considerati i prezzi di affitto e il fatto che noi ci autofinanziamo»). «Siamo stati contattati da quasi tutti gli esponenti politici di Forte — ammette il co-organizer David Lucii — ma possiamo collaborare solo con associazioni e movimenti di cittadini, non con partiti o liste civiche civetta. Un dialogo con Buratti? ‘Amo il Forte’ non è davvero una lista civica dato che 6 mesi dopo l’insediamento il gruppo è stato, di fatto, esautorato. Il Movimento 5 stelle è nauseato dalla politica che portano avanti i partiti, ormai divenuti solo comitati d’affari che fanno gli interessi degli amici e non hanno sensibilità verso i cittadini. Forte dei Marmi è stata snaturata e il danno è trasversale. Il paese — continua — è artefatto a causa di una ricerca del guadagno immediato che ha portato cementificazioni e scelte commerciali che hanno garantito incassi immediati ma mortificato una logica sociale più lungimirante. Anche Agenda 21 è stato solo un carrozzone per distribuire prebende. Proprio per questo — conclude Lucii — lanciamo un appello: siamo alla ricerca di persone competenti, con qualche specializzazione, prevalentemente giovani e non iscritte a partiti». Chi volesse contattare i grillini può farlo cliccando su www.meetup.com/ |
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Secondo recenti studi dell’ OMS (Organizzazione Militanti Sovversivi) una strana epidemia si sta diffondendo a macchia d’ olio in tutto il pianeta, e credo ti convenga leggere attentamente questo testo, perchè molto probabilmente SEI GIA’ STATO CONTAGIATO PURE TU! Per chi come me è del tutto ignorante in materia medica, la Sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (talvolta giungendo all’innamoramento) nei confronti del proprio sequestratore. In tutto il Mondo infatti sono state messe in atto complesse pratiche sociali ed economiche tali da non consentire ad alcun individuo di poter guadagnare da vivere senza partecipare a processi di alienazione all’ interno di fabbriche nauseabonde o dentro uffici grandi come scatole dei fiammiferi, spesso in condizioni di sicurezza non idonee, causando più di una morte. La situazione sta però ultimamente degenerando. Per quanto riguarda la cura, medici autorevoli quali Noam Chomsky, Slavoj Zizek e David Graeber hanno messo in luce come molti miglioramenti possano avvenire tramite la terapia di gruppo. E’ dunque necessario che ognuno inizi sin da oggi ad auto-diagnosticarsi tale disturbo, e prendere provvedimenti di qualsiasi tipo. Beppe Grillo, durante il corso del suo intervento alla trasmissione «In Onda» su La7 ha dichiarato in merito al Movimento 5 Stelle di cui è leader: «Io ho paura. Se questo movimento va in Parlamento io devo espatriare. Faccio la fine di Pannella, mi diranno di tutto , mi sputeranno addosso. So gia’ quale sara’ la mia fine». |




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