Sulla commissione d’inchiesta

La posizione dei Grilli Versiliesi sulla commissione di inchiesta istituita dall’amministrazione per far luce sul caso dell’assessore Ratti.

E’ stato chiarissimo anche nell’ultimo consiglio comunale che la maggioranza ha cavalcato l’onda d’urto mediatica, appoggiata dall’opposizione, per colpire il comandante dei Vigili Urbani Strippoli. Noi non dimentichiamo che il suo operato è stato più volte criticabile, ma in questa occasione è veramente incredibile che l’opposizione (meno la consigliere Lazzerini) si sia fatta sponda per lasciare in mano il cerino a chi come il comandante in questo momento, si trova solo contro tutti.
Ci è sembrato molto strano anche che nella “commissione d’inchiesta” (che alla fine oltre che riferire al consiglio potrà fare ben poco altro) il PD non abbia messo il consigliere Nicoletti (ex-assessore di riferimento del corpo dei VV.UU.) che avrebbe avuto l’esperienza necessaria per l’unica cosa che questa commissione deve oggi fare: riportare la voglia di agire e far risalire l’immagine del corpo di vigili urbani oscurata in città da lassismi, incomprensioni e dibattiti interni; colpi di testa mal celati del comandante alle spalle di politici non all’altezza del loro ruolo; una riorganizzazione interna che stenta a decollare fra parti politiche, sindacali e interne al corpo che tirano la coperta ormai corta in direzioni completamente opposte.

E i contendenti in questione nonchè l’assessore e i vigili urbani coinvolti? Beh loro, a meno di prese di posizioni autonome, se restano al loro posto mantenenendo sangue freddo, faranno comodo al teatrino della politica che colpirà chi è il vero obiettivo della questione.

In ogni caso a nostro avviso, l’assessore per primo (pur essendo conosciuto e stimato da molti) avrebbe dovuto farsi da parte anche se temporaneamente, proprio per far si che le cose si schiarissero per il bene della città e per l’immagine pubblica di professionisti quali i nostri vigili urbani, a cui noi come viareggini dobbiamo essere altro che grati per il compiti che svolgono a favore della comunità (per le multe un pò meno, ma fanno parte dei loro doveri).

Ma ciò non toglie che chiarezza dovrà essere fatta alla luce del sole e non dietro porte chiuse di commissioni ristrette. Se ci fossero degli illeciti o qualcuno non si fosse sentito tutelato dall’operare di chicchessia, si intende che solo i tempi della magistratura ordinaria possono darci un responso definitivo sugli esiti della “vexata quaestio”…

woodstock 5 stelle

Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti.

- Karl Popper -

Moretti alla festa del PD a Livorno

Da Viareggio partirà, gratuitamente, un pullman diretto a Livorno. Per
essere presenti alla Festa del Pd, dove è in programma un dibattito con la
partecipazione di M. Moretti, Ad delle ferrovie. L’appuntamento è alle ore
19.00 nel parcheggio della ‘Pam’ (sotto il cavalcaferrovia), il rientro è
previsto per la mezzanotte e panino al … sacco.
Per inviare le prenotazioni: e-mail
assemblea29giugno@gmail.com oppure
telefonare a Daniela (cell. 338 6885950) e ad Andrea (339 4939698).
In allegato il comunicato contro la presenza di Moretti a Livorno;
comunicato che in questi giorni, in parte, è stato riportato da diversi
quotidiani.

COMUNICATO

LA LECCIONA

La Spiaggia della Lecciona è una delle poche spiagge italiane che ancora preserva il suo stato naturale. È situata fra Torre del Lago e Viareggio

Dal punto di vista ambientale, questo è uno dei pochi tratti di costa sabbiosa della Toscana rimasti allo stato naturale, con le caratteristiche dune ricoperte di vegetazione pioniera che ne consente il consolidamento, opponendosi così all’erosione.

Dobbiamo preservarla dagli attacchi indiscriminati di chi vuole attrezzarla e renderla fruibile come una normale spiaggia libera.

Dietro questo specchietto per le allodole, si nasconde un losco e indefinibile comitato d’affari formato da imprenditori, operatori turistici e chiaramente politici di uno schieramento assolutamente trasversale.

Fateci una pista ciclabile e nel giro di pochi anni vedremo sorgere stabilimenti balneari, è successo così ovunque.

NON CI FIDIAMO, NON VI FIDATE

IL PD DI VIAREGGIO: “NO A MORETTI”

23 agosto 2010

Riprendiamo e pubblichiamo dai commenti. Il Partito Democratico di Viareggio è fortemente contrario all’incontro organizzato dal Partito democratico di Livorno all’interno della festa del pd con l’a.d. delle ferrovie dott. Moretti.

Porge la sua completa solidarietà a tutti i comitati sorti dopo la strage del 29 giugno. Considera inopportuna la presenza di Moretti a manifestazioni che si occupino dell’efficienza dell’alta velocità ferroviaria, eventualmente il sig Moretti andrebbe sentito su cosa fa trenitalia circa la sicurezza del trasporto ferroviario. Tra le diecimila firme di richiesta di dimissioni di Moretti ci sono quelle praticamente di tutti i dirigenti del pd viareggino.

Concorda ovviamente sulle dichiarazioni del segretario territoriale pd della versilia Corsetti e della Senatrice Granaiola che tanto si è spesa in parlamento per dare risalto ai teribili fatti del giugno 2009. Il segretario di Viareggio Glauco Dal Pino chiede formalmente ai responsabili della festa PD di Livorno che venga annullato l’incontro o in subordine che sia cambiato il tema della serata e si discuta delle politiche che il gruppo ferrovie dello stato sta portando avanti a garanzia che fatti come quelli del 29/6/2009 non si abbiano a ripetere più.

Glauco Dal Pino
Segretario PD Viareggio

Fonte viareggiok.it

Nel caso in  cui il PD Livorno facesse orecchie da mercante, invitiamo il PD Viareggio ad unirsi alla contestazione dei comitati nella città labronica .

Grilli versiliesi

MoVimento 5 stelle Viareggio

Moretti alla Festa del Pd a Livorno !?

Moretti alla Festa del Pd a Livorno

Venerdì 27 agosto, l’Amministratore delegato delle ferrovie, M. Moretti, sarà presente alla festa del Pd di Livorno per parlare di “Alta velocità”. Così a noi risulta.

Questo signore, anziché discutere (e garantire !) di sicurezza e salute per i cittadini, i viaggiatori ed i lavoratori, se ne va in giro, tra un convegno ed una festa, a parlare di ben altro.

Il Pd di Livorno farebbe meglio ad utilizzare il proprio tempo ed i propri spazi a sostegno dei familiari delle vittime e dei Comitati che da oltre un anno conducono la battaglia per sicurezza, verità e giustizia, invece di invitare e dare voce all’Ad delle società coinvolte nella strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

Siccome non è mai troppo tardi, invitiamo noi (questa volta) il Pd ad annullare questa ‘offesa’; diversamente saremo ‘costretti’ ad essere presenti per ricordare al signor Moretti e, in questa occasione anche al Pd di Livorno, il nostro dolore ed il nostro desiderio di giustizia e di verità.

Considerando anche il fatto che a Viareggio sono state raccolte migliaia di firme (10.000 !) contro la rinomina di Moretti ad Ad delle ferrovie e contro le frasi ingiuriose pronunciate da lui stesso nelle audizioni parlamentari.

Non aver preso in considerazione questo pronunciamento popolare ed aver manifestato invece completa indifferenza, ha rappresentato l’ennesima offesa nei confronti delle 32 vittime, dei feriti, dei sopravvissuti.

Inoltre, apprezziamo la dichiarazione della senatrice Manuela Granaiola e del segretario della federazione della Versilia Corsetti nel definire la presenza di Moretti a tale iniziativa un “segno di scarsa sensibilità” da parte dei promotori.

- Associazione familiari delle vittime

“Il mondo che vorrei”

  • Assemblea 29 giugno
Condividiamo e siamo con voi SEMPRE.

Abbiamo…..

…abbiamo edifici più alti, ma tolleranza più bassa;

autostrade più ampie, ma punti di vista ridotti;

…spendiamo di più, ma abbiamo meno;

compriamo di più, ma ne godiamo di meno.

Abbiamo case più grandi, ma famiglie più piccole;

siamo più agiati, ma abbiamo meno tempo;

sappiamo di più, ma abbiamo meno giudizio;

siamo più esperti, ma con più problemi;

più medicine, ma meno benessere.

Gemma Borin

Come funziona un inceneritore

Intervento del direttore di Ersu Walter Bresciani Gatti a Minazzana (Lu) estate 2010 che descrive in maniera efficace il funzionamento di un inceneritore ed in particolare quello di Falascaia a Pietrasanta (Lu).

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.» Concetto di Antoine-Laurent de Lavoisier, chimico francese formulato nel 1789.

Perché dire no all’inceneritore e rifiutare la dizione di “termovalorizzatore”:

o Inquina: genera polveri sottili cioè nanopolveri e diossina, responsabili di gravissime malattie.

o Il trenta percento di ciò che viene incenerito rimane comunque come residuo da smaltire in discariche speciali, infatti le ceneri derivate da incenerimento sono considerate tossiche; il restante 60/70 percento si disperde nell’atmosfera. L’incenerimento è conveniente grazie al contributo statale cosiddetto cip 6 che pagano i cittadini mediante un rincaro sulla bolletta pari al 6/7 percento. Il CIP6 è una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi adottata il 29 aprile 1992 con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate”. La dizione “assimilate” fu aggiunta alla previsione originaria in sede di approvazione del provvedimento per includere fonti di vario tipo, non previste espressamente dalla normativa europea in materia. In conseguenza della delibera “CIP6″, chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici a un prezzo superiore a quello di mercato. I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette.

o Per incenerire occorre spesso utilizzare un apporto di ulteriore energia come quella del gas naturale (metano)

o Il bilancio energetico globale è passivo: dall’incenerimento di materiali come carta e plastica otteniamo molta meno energia di quella che ci occorre per produrre le stesse materie prime.

o L’incenerimento tende a disincentivare di fatto la raccolta differenziata. In Toscana questa dovrà essere intorno al 65 percento entro il 2012 del totale e il motivo è semplice: se la raccolta differenziata si spinge oltre quelle quote alle società che gestiscono tali impianti rimane poco da bruciare.

Perché sì al riciclo e trattamento a freddo del rifiuto:

o Le direttive europee  in materia di gestione dei rifiuti definiscono come primo punto la prevenzione, ovvero la riduzione dei rifiuti, come secondo punto il riciclaggio e solo come terzo punto lo smaltimento.

o Non si parla più di rifiuti ma di risorse cioè di materie primeseconde.

o I materiali separati opportunamente dai cittadini e dagli impianti di trattamento acquistano valore economico e sono molto appetibili per l’industria. L’impianto di Vedelago (TV) ha già venduto oggi il materiale che lavorerà tra sei mesi.In Toscana opera da anni Revet un’azienda mista pubblico-privata, partecipata da 4 aziende di igiene urbana: Publiambiente, Quadrifoglio, Sienambiente e Geofor, che ha impianti a Pontedera ed Empoli e serve la maggioranza dei Comuni Toscani, poi vi sono altre piccole aziende private che operano nei diversi territori.

o Nessun inquinamento.Anzi attraverso il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) si produce anche il biostabilizzato che si distingue dal compost in quanto è prodotto a partire da rifiuti indifferenziati, mentre il compost viene prodotto esclusivamente a partire da materiale organico raccolto differenziatamente. Per tale motivo il biostabilizzato non viene usato come concime in agricoltura (cosa che viene fatta invece col compost) ma, essendo caratterizzato da una fermentescibilità ridotta fino al 90%, è particolarmente adatto a varie applicazioni volte al recupero ambientale, paesaggistico e alla copertura giornaliera di discariche (al posto della terra) senza avere emissioni di metano (che è anche un gas serra circa 21 volte più potente, se liberato in atmosfera tal quale, della CO2).

o In discarica finisce al massimo il 3 percento del totale del materiale conferito agli impianti Alcuni studi hanno permesso di recuperare perfino la pregiatissima cellulosa dei pannolini.

o Alcuni industriali caparbi e brillanti dimostrano che è anche conveniente e si può generare ricchezza e lavoro. L’impianto di Vedelago produce, utilizzando i residui non ulteriormente differenziabili, un granulato simil-plastico con cui alcune aziende innovative stanno producendo con successo oggetti di ogni genere: dai materiali per costruzione ai pannelli fonoassorbenti agli arredi urbani.

Bersani ed il “porta a porta”

Oggi leggiamo che Bersani lancerà il “porta a porta“…. finalmente, pensiamo.

Finalmente una società priva di cassonetti ed inceneritori……poi leggiamo meglio e capiamo… che non ha capito niente :-)

I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.

Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.

Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!

Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.

E sarà così che in un solo giorno “scompariranno” -per fondersi tutti insieme, invincibili- i Comuni Virtuosi, il Movimento per la Decrescita Felice, le Città della Transizione, i Comuni solidali, le Città del Bio, tutto il mondo del Commercio Equo e Solidale, della Finanza Etica, del Consumo Critico, tutti i Gruppi di Acquisto Solidale, le Associazioni di Volontariato, le ONG, tutte le Liste Civiche e i Comitati spontanei, tutto il Movimento per l’acqua pubblica, gli ambientalisti, quanti si battono contro le mafie, per fondersi in uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro paese!!!

E tutti insieme creeranno il “Partito del buonsenso e dell’onestà”, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.

I sondaggi daranno questo partito al 45%, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata.

I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.

I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino; da padre Zanotelli a Francuccio Gesualdi, da Maurizio Pallante a Marco Boschini, da Riccardo Petrella fino ad arrivare a Don Luigi Ciotti, che verrà scelto all’unanimità come candidato premier.

Il  nome di Don Ciotti raccoglierà subito la fiducia di milioni di cittadini del Sud d’Italia, da decenni esasperati dai ricatti delle mafie, che vedranno in lui finalmente la speranza concreta di liberarsi dalla criminalità organizzata, e così i sondaggi saliranno ulteriormente portando il partito del buonsenso oltre il 53%.

Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…

A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.

Si taglieranno gli inutili e costosissimi investimenti in armi, così come tutti i vergognosi privilegi della Casta, si riaffermerà con forza il valore della cultura, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dell’acqua pubblica, si ridistribuirà finalmente la ricchezza nel paese dopo decenni di accresciuta disuguaglianza, si stringerà un patto di solidarietà fra le generazioni che interromperà quella odiosa “guerra fra genitori e figli” sul piano professionale, sociale ed economico.

Liberi dalla paura, così a lungo strumentalizzata per fini elettorali, si ritroverà il piacere di uscire di casa, di stare insieme, di incontrare l’altro. Il razzismo sarà sconfitto dall’amicizia (e quando è il caso anche dall’amore)  promossa da precise politiche volte a favorire l’incontro fra le culture.

Le esperienze virtuose -dopo innumerevoli e conclamati successi- verranno prese a modello per tracciare le politiche nazionali, finalmente improntate su una sana ricerca della felicità, più che sulla assurdità della crescita illimitata del PIL.

L’occupazione ripartirà fondata su base più solide, libera dalle fluttuazioni e  dalle speculazioni della finanza e più concretamente incentrata sull’economia reale, sull’energia verde, sugli scambi locali, sulla solidarietà. Una solidarietà che andrà anche oltre le frontiere affrontando le sfide globali della fame, della sete, dell’analfabetismo, del lavoro minorile, con la necessaria efficacia.

Ho sognato che la stragrande maggioranza degli italiani -gente onesta che si alza la mattina per andare a lavorare, fa la fila in posta, rispetta il rosso al semaforo- troverà nel “Partito del buonsenso e dell’onestà” il proprio riferimento naturale alle elezioni, e milioni di cittadini che avevano abbandonato il voto perché esasperati e delusi, ritorneranno alle urne non dovendo più scegliere il “meno peggio”, ma potendo finalmente scegliere il “meglio”!

E così alle elezioni sarà un vero trionfo e la gente tornerà a sorridere, libera da quel velo grigio che impedisce oggi di guardare al futuro con speranza e serenità.

Le divisioni ideologiche presto saranno dimenticate e i nostri nipoti un giorno non riusciranno a capire, studiando la storia sui libri di testo, come noi abbiamo potuto impiegare tanto tempo prima di renderci conto di avere la forza necessaria e le capacità sufficienti per realizzare questa rivoluzione pacifica, prima di divenire consapevoli che questo sogno poteva davvero divenire realtà.

www.micheledotti.it

LA QUALITA’ DELLE ACQUE

Dopo la sogliola al mercurio rilevata da Greenpeace e la poca trasparenza delle nostre acque, come Gruppo Acquisto Solidale Versilia sempre attenti alla qualità dei nostri stili di vita in equilibrio con l’ambiente dove viviamo, abbiamo ritenuto doveroso aprire un dibattito pubblico sulla “Qualità delle nostre acque di balneazione“.

Un incontro aperto a tutti, con il biologo dell’ARPAT di Lucca dott. Gilberto Baldaccini, un’occasione utile per acquisire informazioni e rispondere a qualche dubbio e anche per capire cosa si può fare, sia individualmente che tutti insieme.L’incontro si svolgerà lunedi 16 agosto alle 21.15 c/o il cantiere sociale versiliese nella scuola ex-Inapli in via Belluomini al Varignano a Viareggio.

Gruppo Acquisto Solidale Versilia

Il futuro dei rifiuti

Il futuro dei rifiuti from enrico santambrogio on Vimeo.

Se pur la trasmissione che abbiamo postato, abbia un parterre di esperti di

eccezione peccato con le idee un pò confuse sul trattamento ultimo dei nostri

rifiuti, la soluzione che ci interessa mettere in evidenza e più interessante dal

punto di vista economico e ambientale è riportata su Caffè News con un

intervento di Maurizio Pallante , che parla  invece il recupero di tutte le

materie primesecondarie che sono contenute dentro i nostri rifiuti.

La Raccolta Differenziata consente di recuperare le materie prime secondarie

contenute all´interno di questi rifiuti. Allora dalla carta si può fare carta, dal

vetro si può fare vetro, dal legno si può fare legno, dal ferro si può fare

ferro e così via. Ogni volta che si recupera una materia da un rifiuto, non

ho bisogno di usare una materia prima vergine. L´energia necessaria per

riciclare le materie prime contenute nei rifiuti è inferiore all´energia

necessaria a ricavarle ex-novo.

La maniera migliore di fare una raccolta differenziata, nel senso di più

efficace, più omogenea, è la raccolta porta a porta, come dimostra

un´esperienza ormai pluriennale. Le persone sono incentivate in questo modo

a differenziare il più possibile i rifiuti perché la tassa che pagano è

proporzionale alla quantità di rifiuti indifferenziati che residuano

dall´operazione di separazione. Una volta fatta questa operazione resta

comunque un residuo che nei casi più interessanti è il 20% del rifiuto. Il

20% del rifiuto è meno di quanto rilascia un inceneritore, tra ceneri,

calce, acqua che viene utilizzata per la depurazione e compagna bella! Non

soltanto è meno quantitativamente di quello che rilascia un inceneritore,

ma dal punto di vista ambientale, ha un´impatto molto minore perché i

residui degli inceneritori sono residui tossici, mentre quelli che

rimangono dalla raccolta differenziata sono residui inerti. Tuttavia si può

ancora ricavare del materiale da questi residui non raccolti in maniera

differenziata, utilizzando delle tecniche di separazione meccanica per

trattare il rifiuto residuo. Questi sistemi di separazione meccanica

prevedono inizialmente un´arieggiamento del rifiuto per fare in modo di

sviluppare rapidamente i batteri aerobi che comunque smonterebbero la parte

organica e che in condizione di arieggiamento e di movimento dei cumuli,

accelerano il loro processo di inertizzazione. Per cui i rifiuti organici

diventano rifiuti inerti, terriccio che non può essere sicuramente

utilizzato per usi agricoli, ma può essere utilizzato per compiere opere di

ripristino ambientale, riempimento di cave, coperture di cumuli di

discarica ecc. Una volta fatta questa operazione e avendo separato il

materiale organico avendolo inertizzato, avendolo trasformato in terriccio,

si può procedere a recuperare meccanicamente gli altri materiali che sono

contenuti. Con un elettrocalamita si possono prendere tutti i residui di

ferro grandi anche come una moneta da un euro. Con delle Correnti di

Coulomb si possono far schizzare via dai rifiuti i metalli non ferrosi come

ad esempio l´alluminio. Con sistemi balistici a soffio d´aria si possono

separare le frazioni più pesanti, gli inerti dell´edilizia, dalle frazioni

più leggere, la carta, la plastica e così via.

In questa maniera si possono recuperare certe quantità di materie prime

secondarie.

A questo punto ciò che si porta in discarica è una quantità minima rispetto

al rifiuto ed è del materiale inerte che non comporta né emissioni di

biogas o cattivi odori, né percolamenti nella falda idrica.

http://www.caffenews.it/?p=1284

Il sistema si autoreplica

Crediamo che sia arrivato il momento della proposta.
Si può passare la vita a criticare e protestare su tutto, ma a cosa serve se dietro non ci sono delle idee realistiche e attuabili?
Dobbiamo realizzare adesso il mondo di domani, e per farlo occorre combattere il sistema inserendo dei virus all’interno dello stesso.
Troppo facile contestare il nano senza comprendere che quest’ultimo è solo un sottoprodotto di un sistema corrotto e autoreferenziale, un sistema che cerca di autoreplicarsi nel tempo attraverso i soliti nomi della politica e società italiana che anche in questo periodo, di forte emergenza democratica, tendono ad apparire come i “nuovi” sfilando e protestando in piazza insieme ai giovani.
La memoria rende gli uomini liberi, andate a cercare chi sono coloro che non hanno impedito (nonostante la legge) l’ascesa in campo del piccolo duce, sono gli stessi che troverete in piazza contro lo stesso.

Backlash economy: il caso dell’Islanda, ovvero una possibile risposta alla shock economy

La Crisi vista dall’Islanda. Su una maglietta, a Reykjavik

Ebbene si. Confesso che, per la prima volta in dieci anni, ho fatto anche io il mio viaggettino all’estero, ho preso un aereo, ho dato il mio bastardo contributo all’aumento della CO2 etc etc. A titolo di discolpa posso solo dire che l’Islanda per un geologo è come la Mecca per un mussulmano ( no pun intended). Una volta nella vita tocca andarci.

Mettete poi la mamma di tutte le Crisi che ha fatto collassare il sistema bancario/finanziario locale e con esso la moneta, rendendo accessibile alle mie tasche sgarrupate quello che altrimenti sarebbe il paese più caro del mondo, tre amici con simili condizioni monetarie ed analoga curiosità et voilà. Siamo andati a zonzo in salsa decisamente pauperistica, tenda, fuoristrada vecchio di dieci anni e con 170.000 km sul groppone. Niente di organizzato, tutto di auto(dis)organizzato.

Sul fascino del paese poco da dire: a parte vulcani, ghiacci, avifauna, è la mancanza di GENTE e la commovente permanenza di PERSONE, in paesaggi fieri ed implacabili, che colpisce. Gli islandesi, gente ovviamente fiera e tosta, sono rimasti parecchio male della scoppola che hanno rimediato.

Convinti dai media che le spericolate operazioni di finanzia creativa messe su dai principali istituti del paese fossero l’equivalente moderno delle incursioni vichinghe dell’ IX secolo, di cui sono ancora alquanto fieri, al collasso della baracca, con tipica brutalità, hanno istituito una commissione di inchiesta DAVVERO indipendente, che in un anno e mezzo ha prodotto una relazione di un 700 pagine che inchodava, in pratica, gli interi vertici del paese alle proprie evidenti responsabilità, con contorno di lampanti connivenze, prestiti agevolatissimi allo 0% di interessi per dieci anni, mutui ipermilionari a ministri vari etc etc.

Tra quelli in vacanza permanente effettiva all’estero e quelli in soggiorno obbligato all’interno, la classe dirigente è stata spazzata via, il nepotismo, presente in modo quasi naturale in una comunità di 300.000 persone scarse, oltretutto per oltre metà concentrati nell’unica città/capitale ed il resto sparpagliato con una densità abitativa tra le più basse al mondo, è stato rapidamente esplicitato, nomi e cognomi, cosa facile in una nazione piccola e del resto facilmente verificabile da chicchessia. Alle elezioni ha stravinto il “Beppe Grillo” locale, che è diventato il Sindaco di Reykjavik. Una sua “deputata anarchica” ( ossimoro davvero spettacolare) ha proposto una legge che avrebbe fatto diventare l’Islanda il paradiso della libera informazione. Nell’incredulità della stessa deputata il disegno di leggeè stato approvato proprio mentre ero a Reykjavik, ALL’UNANIMITA’.Un segno del desiderio di voltare davvero pagina del paese.

Nel frattempo la comunità finanziaria internazionale chiedeva al Governo islandese di assumersi non solo la responsabilità politica, evidente, ma anche e sopratutto quella economica del crack multimiliardario delle istituzioni finanziarie del paese.

La cosa avrebbe comportato il collasso del sistema previdenziale del paese ed in pratica la totale distorsione del denaro dei cotribuenti nelle tasche degli istituti creditori.

Questa era, invero una novità: Questa volta, senza nemmeno provare ad indorare la pillola, si intendeva OBBLIGARE un governo, ovvero tutti i cittadini di un paese a pagare per gli errori e le nefandezze di pochi, oltretutto privati, speculatori.

La cosa non è semplice come la dipingo, ovviamente, il confine tra ciò che è pubblico e ciò che è privato è spesso sfumato, ad esempio nel caso di istituti con capitali di maggioranza pubblici, nomine politiche, etc etc, ma credo che capiate il punto. Si è trattato, in realtà, del calo definitivo della maschera, delle forze reali del consesso internazionale, con la politica che nei paesi creditori si adattava a fare la parte del picciotto mandato a dare una sonora lezione al malcapitato comerciante non intenzionato a pagare il pizzo. L’Inghilterra, in primo luogo, si è incaricata di fare la voce grossa, minacciando le solite “sever conseguenze” in caso di non ottemperanza ai piani di rientro definti dal fondo internazionale..bla bla.

E’ stato però un grave errore. Un classico errore da delirio di onnipotenza ( unito ad una interiore paura della debolezza di questa pretesa onnipotenza).

Gli islandesi infatti, posti finalmente di fronte alla brutale realtà delle conseguenze devastanti  per l’economia reale del collasso finanziario, si sono resi conto di non volere ne POTERE pagare il conto presentato. Badate bene NON si è trattato ne si tratta di un classico default.

Si tratta, invece del rovescio della medaglia del liberismo: tirando troppo la corda il micidiale “too big to fail” che sta condannando il sistema americano non vale più. La mano pubblica NON interviene perchè non può ne vuole farlo e lascia creditori e debitori a mazziarsi tra di loro, nazionali o internazionali che siano. Le conseguenze di operazioni troppo azzardate ed affidi troppo inconsapevoli ed imprudenti ricadono, alla buon’ora sui diretti interessati.

Ecco, secondo il sottoscritto, il germe della possibile uscita dal paradigma “macroeconomico” attuale:di fronte a due scelte, una “assai sgradevole”, l’altra esiziale, tra il collasso locale e, forse, mondiale, del sistema finanziario, ovvero in ultima analisi, per i comuni cittadini, dei risparmi e della previdenza, ed uno della economia reale, che si tirerebbe dietro ANCHE il sistema previdenziale ed i risparmi, sia pure in uno slow motion crashing, la risposta può essere solo quella di accettare le perdite, contabilizzare i caduti e cercare di salvare il salvabile, nel processo riformando società ed economia su basi sostenibili. Il tutto si esplica, l’Islanda l’ha fatto,rinviando al mittente le richieste di risolvere PRIMA le esigenze finanziarie dei creditori interni e, sopratutto, esteri.

Non ho ancora un nome definitivo per questo genere di risposte “a muso duro” che, per essere davvero efficace, andrebbe sistematizzato con la stessa spietata freddezza con cui si è sistematizzato la Shock economy ( Loretta se ci sei batti un colpo).

Provvisoriamente possiamo chiamarla backlash economy“,l’economia “di reazione” o “del colpo di coda”, come preferite.

Passato il primo momento di sconforto gli islandesi hanno recuperato in fretta.

Come mi ha detto uno di loro, libraio a Reykjavik, quando hai una buona casa, energia quasi gratis e terra a volontà, non dovresti preoccuparti TROPPO.

In ogni caso – ha concluso con un mezzo sorriso – alle crisi ci siamo abituati. Per noi una VERA crisi è quando un vulcano si risveglia e minaccia di ricoprire un terzo del paese sotto una coltre di ceneri fumanti….

Fonte: Crisis

LETTERA APERTA AI SINDACI DELL’ATO 1

Ci rivolgiamo ai Sindaci dei Comuni dell’ATO 1 che martedì prossimo, 10 agosto, si riuniranno in Assemblea per
decidere sulla gestione del servizio idrico e sulle sorti di GAIA S.p.a, per ricordare loro che la gestione dei beni
comuni è responsabilità esclusiva delle comunità che li condividono.
Queste comunità sono rappresentate dai Consigli Comunali e dagli stessi cittadini che direttamente si esprimono
nelle forme della democrazia partecipata.
Sulla gestione dell’acqua nei Comuni di Lucca, Massa Carrara e Pistoia i cittadini non sono coinvolti e i Consigli
comunali non sono stati informati, non hanno discusso e non si sono pronunciati sulle scelte che sono all’ordine
del giorno della prossima Assemblea dell’ATO1.
Se il 10 agosto i Sindaci prendessero una decisione che peserà enormemente, per decenni, sui cittadini e sulle
comunità locali, farebbero una scelta gravissima, di privatizzazione della democrazia rappresentativa e di avvio
della privatizzazione nella gestione dell’acqua, a pochi giorni dalla consegna di oltre 1.400.000 firme – di cui
20.000 raccolte nelle provincie di Massa Carrara, Lucca e Pistoia, – per i tre quesiti referendari per l’acqua
pubblica e dopo il riconoscimento, il 28 luglio, da parte delle Nazioni Unite dell’accesso all’acqua come un Diritto
dell’Umanità.
Per queste ragioni sollecitiamo i Sindaci a riflettere e ad ascoltare i Consigli Comunali e i cittadini, prima
di adottare atti che avranno conseguenze gravi per le nostre comunità e da cui difficilmente si potrà
tornare indietro.

Chiediamo coerenza ai Sindaci, agli Assessori e ai Consiglieri comunali che hanno fatto propria la battaglia in
difesa dell’acqua pubblica così come i Sindaci i cui Consigli comunali hanno deliberato la non rilevanza
economica del servizio idrico, tramite atti di indirizzo o di modifica degli statuti comunali, affinché raccolgano la
volontà dei loro cittadini di ‘non vendere l’acqua’ e la rappresentino presso gli altri Sindaci con cui in questi giorni
sono impegnati a decidere le sorti del Servizio Idrico dell’ATO 1.
A tutti i Sindaci dell’Ato1 chiediamo:
-di non prendere alcuna decisione nell’Assemblea del 10 agosto, in assenza del pronunciamento
democratico dei Consigli comunali;

-di convocare i Consigli comunali dell’ATO1 cui spetta istituzionalmente rappresentare le comunità di Massa
Carrara, Lucca e Pistoia e chiediamo che siano Consigli comunali aperti per dare voce alla domanda di
partecipazione diretta dei cittadini, titolari del diritto all’acqua – sancito anche dalla recente risoluzione dell’Onu
e quindi del diritto di pronunciarsi sulla gestione dei servizi idrici da cui tale diritto dipende concretamente;
-una moratoria immediata delle procedure che aprono GAIA agli interessi dei privati, perché decisioni
che condizioneranno per decenni il bene comune-acqua non si possono prendere nell’incertezza generale di
questo quadro legislativo. GAIA è destinata alla chiusura fra 5 mesi; lo stabilisce una sentenza del TAR
toscano. Al contempo la normativa nazionale ha decretato il superamento degli Ambiti Territoriali Ottimali
(ATO) entro i quali si gestisce attualmente il servizio idrico; intanto sul Decreto Ronchi incombono un ricorso di
costituzionalità delle Regioni e il referendum del popolo dell’acqua. Si aggiunga la grave emergenza
ambientale dei nostri fragili territori.
Nella civile Toscana della legge sulla partecipazione Governatore, Sindaci e loro delegati non possono decidere
sull’acqua senza il mandato diretto dei Consigli Comunali che rappresentano le proprie comunità.

“Si scrive ACQUA ma si legge DEMOCRAZIA”

Lì, 5 agosto 2010
Comitati referendari provinciali di Massa Carrara, Lucca, Pistoia
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Toscana Nord

AGOSTO

Dopo Vendola anche Chiamparino si dice pronto a correre per le primarie del centrosinistra….

Ora, stabilito che Chiamparino sta finendo il suo mandato e se ne potrebbe andare tranquillamente in pensione e che Vendola dovrebbe occuparsi della sua regione almeno per i prossimi 4 anni, quale occasione migliore per affidare il centro sx a un trentenne che mandi a casa una volta per tutte Baffino e company insieme al socio Silvio?

In questo inizio agosto ci piace pensare: CITTADINI al governo e partiti all’opposizione……



Domande sul “Caro” Estinto

Dopo aver visto il servizio sul caro estinto messo in onda su VersiliainTv.com ci sono venute molte domande spontanee, vorremmo solo sapere se qualcuno dell’amministrazione comunale o degli enti tirati in ballo o persino qualcuno che ha avuto esperienze personali sulla propria pelle, fosse in grado di darci delle spiegazioni in merito o quanto meno delle delucidazioni doverose che tutti i cittadini dei comuni della versilia si aspettano:

1) Perchè per le onoranze funebri esiste un vero e proprio cartello fra le associazioni sui diversi territori comunali senza nessuna possibilità di concorrenza? Si sono messe per caso d’accordo?

2) Una differenza di prezzo di ben 10 volte fra una fila e l’altra del colombario è veramente giustiificabile dai costi di gestione o piùcchealtro ci si approfitta della facilità di accesso alla cura del caro estinto?

3) Il tono assunto dal funzionario del cimitero di Viareggio che da le spiegazioni assomiglia più ad una operazione di marketing, soprattutto di fronte ad una tragedia familiare  dando l’impressione di speculare sullo stress emotivo delle famiglie, considerando che hanno perso un loro caro e che quindi non sono nella condizione psicologica ideale di scegliere l’offerta economica più adeguata..Crediamo veramente che tale atteggiamento sia dovutamente rispettoso di questo dolore e che in alcuni casi non si possa approfittare sul prezzo finale della buona fede del parente, proprio sulla pelle del morto e su una sensibilità alterata di chi sta di fronte all’integerrimo funzionario?

4) Siamo sicuri di essere sempre a conoscenza dell’entità dell’offerta necessaria per la tumulazione del caro estinto nel cimitero monumentale della misericordia di Viareggio? O sarebbe meglio che ci fosse un adeguato controllo della regolarità di tale offerte nei libri fiscali dell’ente preposto, visto che ogni volta l’offerta parte minimo  come riportato dal servizio, dai 15.000 euro cioè almeno due o tre volte tanto quella richiesta dal cimitero comunale dello stesso comune?  Non vorremmo certo che il caro estinto fosse all’oscuro di tutto, vero ?

5) Il problema sentito soprattutto nelle misericordie e delle varie associazioni di volontariato di essere ormai da anni e anni SEMPRE LE STESSE PERSONE,  a tenere le briglie, senza avere dei necessari ricambi, non va ad inficiare proprio la trasparenza delle operazioni che vengono attuate a favore della collettività, in particolare da quelle associazioni di volontariato che per le loro finalità dovrebbero soprattutto per i ruoli eleggibili, cambiarli dopo un tot di anni e affidarli in mani nuove, avendo anche la necessità di controllare quello che è stato fatto precedentemente?
In queste cose, ci vorrebbe forse la non rieleggibilità dopo un certo numero di anni delle persone ai vertici? Perchè adesso si scambiano solo le funzioni… e a volte neanche quello, si resta presidenti a vita?

6) Perche’ il Comune non sensibilizza la cittadinanza alla pratica della cremazione sicuramente piu’ igienica e probabilmente meno onerosa e cmq. per problemi ambientali da fare sempre fuori dalla città?

Grilli Versiliesi
MoVimento 5 stelle Viareggio

Il servizio messo in onda da VersiliainTv.com è qui:
http://www.viareggiointv.com/jml1_5/index.php?option=com_content&view=article&id=13179

Welcome to VIAREcemento

Via Aurelia sud, Località Cotone, 150 metri prima dell’incrocio con via Dei Comparini.

Questo albero ostruisce l’ingresso di vari capannoni industriali appena costruiti.

Fara la fine di molti altri suoi colleghi, TAGLIATO.

Altro giro, altra corsa…

Stesse coordinate, solo 30 metri prima.

Questo Platano ostruisce l’ingresso allo stallo destinato al parcheggio.

La zona è fortemente devastata, pochi abitanti e di conseguenza pochi elettori.

“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.”

Toro Seduto

Fatti, non parole.

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana è uno strumento di pubblicità di leggi e decreti sicuramente importante, ma poco attraente per i “non addetti ai lavori”. Il numero pubblicato ieri, il 175, contiene invece un provvedimento che attendevamo con impazienza di vedere pubblicato, vale a dire la deliberazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati sulla ripartizione dei rimborsi elettorali per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.

Come è noto, il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali. Lo ha fatto perché i rimborsi elettorali sono il modo con cui la Casta ha reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti politici, dopo che gli italiani avevano chiesto con larghissima maggioranza di abrogarlo.

Noi eravamo tranquilli, avevamo comunicato la nostra rinuncia a tempo debito, ma la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è importante per zittire coloro che avevano fatto insinuazioni sulla coerenza del MoVimento 5 Stelle rispetto agli impegni presi in campagna elettorale, e attendiamo che Beppe Grillo, essendo stato diffamato sulla prima pagina de “Il Giornale”, possa “incontrare fisicamente” Vittorio Feltri, magari in un’aula di tribunale.

I rimborsi ai quali il MoVimento ha rinunciato ammontavano, per il Piemonte, a 132.879,57 euro all’anno, fino alla fine della legislatura regionale. Sono stati quindi risparmiati più di 660.000 euro, che – come indicato nell’art. 5 del decreto, torneranno nella disponibilità del Ministero dell’Economia.