Egregio Signor Sindaco;
Egregie forze politiche di maggioranza e opposizione.
Ancora una volta assistiamo ad un metodo decisionale in perfetto stile italo-politichese.
Ci riferiamo alla prossima apertura dell’inceneritore a legna (almeno così è scritto sul progetto) denominato “cogeneratore a biomasse”, nella zona di Bicchio.
Ebbene si, anche Viareggio avrà il suo puntino luminoso sulla mappa, anche questa città si fregerà di essere annoverata nel lunghissimo elenco di comuni dotati del suo bell’impianto di combustione, leggasi INCENERITORE.
Ma questa decisione chi l’ha presa?
Egregio Signor Sindaco,
è possibile che un’azienda municipalizzata (partecipata da un socio privato) possa presentare il progetto per un impianto d’incenerimento da 15000 tonnellate l’anno il 23 di giugno 2011, e dopo pochissimo tempo possa avere TUTTE LE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI per la sua messa in opera, a differenza di un normale cittadino che per i permessi per la ristrutturazione di un’abitazione deve attendere, quando va bene, diversi mesi?
Non ha sentito l’esigenza di sentire l’opinione dei VIAREGGINI o almeno gli abitanti della frazione interessata prima di prendere la decisione definitiva?
Non era Lei che durante la campagna elettorale disse “farò di Bicchio un giardino”? O forse ci sta pensando ed ha provveduto intanto a fornire il BARBECUE?
Egregi Consiglieri di maggioranza ed opposizione,
sapevate dell’iter autorizzativo dell’inceneritore?
Se lo sapevate, vi è venuto in mente di avvertire la cittadinanza delle intenzioni dell’amministrazione comunale?
Se non lo sapevate…che ci state a fare?
Egregie forze di maggioranza e di opposizione dette anche partiti,
che durante i vostri “comizi” vi riempite la bocca di parole come “partecipazione, bilancio sociale e trasparenza”, avete valutato se quest’opera era degna di essere sottoposta alla valutazione della cittadinanza?
Se non avete valutato questa ipotesi, quale costruzione o piano infrastrutturale è degno di “partecipazione o trasparenza”?
Sappiamo benissimo che tutte le forze politiche erano informate già da parecchio tempo, ce ne ha dato conferma l’A.D. di SEA Risorse.
Non veniteci a raccontare che presto ci saranno degli incontri con la popolazione residente, sapete benissimo che il progetto è già in fase avanzata, bandi di gara emessi e autorizzazioni concesse, chiudere il recinto quando i buoi sono scappati è perfettamente inutile.
Noi siamo contrari all’incenerimento di qualsiasi cosa, comprese le biomasse, in quanto consapevoli che trattasi dell’ennesima “bufala italiana”, un altro metodo vecchio e stantio per creare speculazioni finanziarie, prima con i CIP 6, ora con i certificati verdi, a spese dell’ambiente, della salute, del bene comune e del portafoglio del contribuente.
A nessuna azienda pubblica o privata, senza quanto sopra, verrebbe mai in mente d’incenerire.
I costi sono alti e gli utenti degli stessi (teleriscaldati) cominciano a lamentarsi per i continui aumenti delle tariffe (vedasi a titolo di esempio quello che succede a Bolzano).
Entro pochi anni, la provincia di Lucca e quelle limitrofe saranno letteralmente invase da questi impianti e tutti i gestori, sia pubblici che privati, promettono, giurano e spergiurano di trovare centinaia di migliaia di tonnellate di legna vergine a “filiera corta”. Ma tutto questo è reale pensando di non disboscare e d utilizzare solo “sfalci di potatura”?
I vertici di Sea Risorse affermano che le 15000 tonnellate verranno formate secondo la seguente formula:
5000 tonnellate proveniente dalla manutenzione della pineta di Viareggio;
5000 “ dalle potature dei comuni limitrofi (Camaiore e Massarosa);
5000 “ dalla manutenzione del Parco di Migliarino S.Rossore.
Ma su questi dati, è stato fatto uno studio scientifico o ci troveremo ad importare legname dall’Argentina o da chissà dove, considerando l’enorme quantità di impianti di questo tipo già funzionanti o in previsione in Toscana?
Chi di dovere, sa che dall’analisi delle statistiche internazionali di fonte FAO risulta che l’Italia è il
primo importatore mondiale di legna da ardere e il quarto di cippato e scarti in legno?
Recentemente a livello europeo, e ancora con maggior forza a livello nazionale, i rappresentanti dell’industria dei pannelli in legno hanno lamentato condizioni di difficoltà nell’accesso alla materia prima a conferma che le quantità di biomasse legnose in gioco siano molto più rilevanti di quanto ufficialmente stimato e che esistono crescenti problemi di approvvigionamento. In un recente comunicato congiunto Federlegno-AIEL si afferma che il maggior fattore di distorsione del mercato della materia prima legno negli ultimi anni, che ha portato nel 2010 oltre a una forte tensione sui prezzi, anche a un aumento delle importazioni di legname superiore al 20%, e superiore al 38% per i pannelli a base legnosa (Dati Centro Studi FederlegnoArredo/Cosmit) è stato prodotto dalle centrali elettriche alimentate a biomassa, in grado di consumare centinaia di migliaia di tonnellate/anno di biomasse legnose, e che spesso sono destinate alla sola produzione di energia elettrica. Queste stesse centrali, con un meccanismo di incentivi disegnato dal decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE che prevede una tariffa fissa per energia prodotta, rappresenta il fattore critico che può incidere sul prezzo della materia prima in modo marcato, provocando una straordinaria distorsione del mercato e una sicura carenza di materia prima legnosa, senza per altro creare alcun effetto positivo sulle imprese forestali locali.
La domanda “e se mancasse il combustibile?” è stata posta e la risposta “si spegne” che è stata data risulta, a nostro modo di vedere, poco credibile, specie se si pensa che l’impianto fornirà acqua sanitaria e per il riscaldamento ad utenze domestiche/industriali. Non è quindi pensabile fermare l’impianto una volta che esso sarà attivato
Senza entrare nello specifico delle caratteristiche dell’impianto, su cui comunque ci sarebbe molto da osservare (ad esempio la mancanza di un sistema di abbattimento e monitoraggio di microinquinanti come diossine e IPA), vale la pena infine di ricordare cosa è accaduto all’impianto d’incenerimento di Pietrasanta, sequestrato dalla magistratura, con la conseguente sentenza di condanna penale per i dipendenti di Veolia a causa della falsificazione dei dati di emissione in atmosfera. Il progetto di Bicchio presenta si grandi differenze, ma i cittadini versiliesi non si possono più fidare dell’ennesimo impianto di incenerimento allocato nei pressi del centro abitato. Chi controllerà che non siano inceneriti diverse tipologie di rifiuti da quelle previste? Chi tutelerà la salute del cittadino?
Queste sono osservazioni che devono fare riflettere i decisori pubblici.
Ci sono delle alternative molto più performanti e funzionali di una caldaia da 15000 tonnellate, siamo nel 2011 (duemilaundici) e qualsiasi studente universitario potrebbe proporle, anche a Viareggio.
Basterebbe saper ascoltare, far partecipare ed avere una classe politica/dirigente virtuosa, ma forse è chiedere troppo.
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Cosa possiamo fare ? Io abito nella zona, lavoro nella zona, i miei figli vanno a scuola nella zona.
Se devo incatenarmi all’ingresso lo faccio.
Sono incazzato come ‘na bbèstia
>:(