Beni Comuni:dalla teoria all’azione politica

 

Il concetto di bene comune va oltre quello di proprietà pubblica o privata.

Alberto Lucarelli assessore ai Beni Comuni e alla Democrazia partecipativa del comune di Napoli in questa intervista esclusiva per il blog dei Grilli Versiliesi (e scusate il rumore di sottofondo, ma eravamo nel simpaticissimo e buonissimo ristorante “la pecora nera” di Lucca), prima della presentazione del suo libro omonimo, ci spiega che  la grande novità rivoluzionaria del bene comune è il voler superare il rapporto escludente tra proprietario e bene, infatti, non si può prescindere da questa nozione senza aderire a un nuovo modello di partecipazione e quindi di cittadinanza attiva.

Una battaglia che passa per la capacità territorio per territorio di affrontare il problema: si vuole riaffermare con determinazione che non siamo disposti a cedere al ricatto della crisi che vorrebbe piegarci alle logiche di finanziarizzazione fino a proclamare come eversivo il voler privatizzare un bene pubblico come la gestione dell’acqua in particolare dopo aver vinto il referendum. E la risposta più immediata alla volontà di quei 27 milioni di italiani che hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua, l’ha data proprio il comune di Napoli, prima con l’introduzione dell’assessorato ai beni comuni e alla partecipazione democratica, poi con la trasformazione dell’Arin nell’ABC (Acqua Bene Comune) dove anche un comitato di cittadini ha gli stessi poteri decisionali della commissione tecnica, adeguatamente predisposta alla co-conduzione dell’ente trasformato da SPA a soggetto di diritto pubblico.

Nel suo libro Alberto Lucarelli, con contributi di Luigi De Magistris e Alex Zanotelli, come redattore dei quesiti referendari sull’acqua, ripercorre le varie tappe dell’avvincente cammino che ha permesso di riappropriarci del bene comune per eccellenza: l’acqua. Inoltre, ora, come assessore ai beni comuni, spiega come si debba passare dalla teoria alla pratica per realizzare un nuovo modello di governo partecipato dei beni comuni che sarà la risposta vincente per superare la crisi di sistema e i continui attacchi perpetuati dal sistema per riuscre a ri-privatizzare anche l’acqua, che stiamo vivendo.

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